Álvaro Mutis è uno scrittore e poeta colombiano. Ma perché lo conosciamo? Non credo perché avevamo letto “Ilona arriva con la pioggia” prima che diventasse un film di Sergio Cabrera. Non credo che avevamo letto “Summa di Maqroll il Gabbiere” prima ancora che Fabrizio De Andrè e Ivano Fossati scrivessero e cantassero “Smisurata preghiera” nel disco Anime Salve. Non dico che nessuno di voi non era più avanti di me, dico solo che la maggior parte di noi a Mutis c’è arrivata così.
La composizione del testo, e vi invito a farlo, ricorda certe parodie che i comici all’inizio degli anni Novanta, facevano sul metodo compositivo dei testi di Franco Battiato. Vi ricordate? Si diceva che Battiato apriva a cazzo un libro e tirava giù una serie di frasi per poi metterle insieme ad atre frasi trovate con lo stesso sistema e alla fine componeva una canzone. Ovviamente erano parodie, perché un conto e ridere di questa cosa e un conto è farlo sul serio. Non so Battiato, ma De Andrè questa cosa l’ha fatta sul serio aprendo il libro “Summa di Maqroll il Gabbiere” e tirando giù una serie di frasi. Frasi che hanno composto uno dei testi più intesi del cantautore genovese.
Ad un certo punto il testo della canzone dice: «…per chi viaggia in direzione ostinata e contraria col suo marchio speciale di speciale disperazione e tra il vomito dei respinti muove gli ultimi passi per consegnare alla morte una goccia di splendore, di umanità, di verità», che mi sembra l’estrema sintesi di un viaggiare comune. Io, come molti di voi (molti altri lo faranno), quel libro l’ho letto e solo quando ho finito di leggerlo ho capito, che anche copiare, è un’arte. Ovviamente qui non si è trattato di un plagio, ma della risultante del sentire di un autore, Mutis, ridotto in tre minuti di canzone. E la canzone è un mistero, molto più della musica tout court. Le canzoni raccontano il nostro viaggio, per molti in direzione ostinata e contraria, ed è per questo che il blog sarà un viaggio nella canzone. Un viaggio seguito con il criterio di Nick Hornby, quello di Alta Fedeltà o se volete con il criterio di certe rubriche del mensile XL. Cinque brani, o per dirla con il protagonista del romanzo di Hornby, le top five che partono da uno spunto – emozioni e fatti – e si confrontano post dopo post, per consegnare ai lettori una goccia di umanità, di verità.
Della speranza. “Smisurata preghiera” (F. De Andrè – Anima Salve):
Ricorda Signore questi servi disobbedienti alle leggi del branco
non dimenticare il loro volto che dopo tanto sbandare
è appena giusto che la fortuna li aiuti
come una svista, come un’anomalia, come una distrazione, come un dovere
Della passione. “Sempre e per sempre” (F. De Gregori – Amori nel pomeriggio):
E il vero amore può nascondersi, confondersi ma non può perdersi mai
Sempre e per sempre dalla stessa parte mi troverai
Del sacrificio. “Mio fratello che guardi il mondo” (I. Fossati – Lindberg)
Sono nato e ho lavorato in ogni paese e ho difeso con fatica la mia dignità
Sono nato e sono morto in ogni paese e ho camminato in ogni strada del mondo che vedi
Della paura. “Com’è profondo il mare” (L. Dalla – Com’è profondo il mare)
Ci nascondiamo di notte per paura degli automobilisti degli inotipisti
Siamo i gatti neri. Siamo i pessimisti. Siamo i cattivi pensieri
E non abbiamo da mangiare
Della solitudine. “Escluso il cane” (R. Gaetano – Aida)
Se togli il cane, escluso il cane
non rimane che gente assurda con le loro facili soluzioni
nei loro occhi c’è un cannone e un elisir di riflessione