Mai vergognarsi del dolore anche se alle volte si è costretti a cacciarlo dentro di noi per non offrire agli altri, compassione a buon mercato. C’è bisogno di verità e la verità non la danno mai gratuitamente. Nei supermercati delle emozioni, gente che soffre (dolore endemico) fa affari d’oro tra quanti amano prenotarsi un giro con la disperazione. Crocerossine part-time fanno la fila per spingere la carrozzella del male almeno per un minuto, almeno quell’attimo indispensabile per tornare a casa e sentirsi puliti con la coscienza, gratificati e in attesa del premio. Come indulgenze acquistate alla borsa nera del dolore. Tra chili di patate, biscotti di marca, marmellata e succo di pompelmo. Una colazione da ricchi, baccanti con un caldo caffè all’Americana tra le mani. Così capita, che nella solitudine del male, occorre sublimare il dolore per espellerne i suoi eccessi nefasti. Nel sublimare è necessario anche trovare spunti per reagire, così se River man o Love in Mind vi possono sembrare oppio, sicuramente Comfortably numb è adrenalina e The heart of Saturday night è autocompiacimento.

Comfortably numb (Pink Floyd – The Wall) solo ed esclusivamente nella versione originale

River man (Nick Drake – Five Leaves Left) se siete in una fase più soft consigliabile anche nella versione più diluita di Steve Evans - 2 Sets

Je suis venue te dire que je m’en vais (Serge Gainsbourg - Vu De L’Extérieur) c’è anche una versione, meno spinta dell’originale, cantata da Carmen Consoli per la colonna sonora di Saturno Contro di Ferzan Ozpetek

Love in Mind (Neil Young - Massey Hall e/o Time Fades Away)

The heart of saturday night (Tom Waits - The heart of saturday night)

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